FOLIO BR 878 .R7 G74 1899 Grisar, Hartmann, 1845-1932. 1 Analecta romana

I

Analecta Romana

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Grisar, Analecta romana I

C. Tulianelli dis. Cromo-Fot. Danesi

GIOVANNI IV. PAPA. S. PIETRO APOSTOLO S. MAURO VESCOVO

S. ANTIOCHIANO MILITE S. SETTIMIO DIACONO S. ASTERIO PRETE S. ANASTASIO CHIEIUCO (?)

DAL MUSAICO DELL' ORATORIO DI S. VENANZIO NEL BATTISTERO LATERANENSE (CIRCA L'ANNO 642)

H. GRISAR, d. C. d. G.

Analecta Romana

DISSERTAZIONI, TESTI, MONUMENTI DELL'ARTE

RIGUARDANTI PRINCIPALMENTE

la Storia di Roma e dei Pap

NEL MEDIO EVO VOLUME PRIMO

con una tavola cromolitografica, dodici tavole fototipiche e molte incisioni.

ROMA

LIBRERIA CATTOLICA INTERNAZIONALE

DESCLÈE LEFEBVRE e C.1 EDITORI 1899

PRANCISCUS M. CARINI

PRAEPOSITUS l'ROVINCIAE ROMANAE S. I.

Cuoi librimi, cui titulus: Analecta Romana a P. Hartmann*) Grisar nostrae societatis Sacerdote conscriptum aliqui eiusdeni socictatis revisores, quibus id com- misimus, recognoverint et in luceni edi posse probaverint, facultatem datnus ut tjpis mandetur, si iis ad quos pertinet, ita videliitur.

In quorum fldem has litteras marni nostra subscriptas et sigillo Societatis nostrae munitas dedimus. (

Romae dio 21 Septembris 1890.

P. Franciscus M. Carini S. I.

Praep. Pro». Rovi.

IMPRIMATUR Fr. Albertus Lepidi, 0. P. S. P. A. Magister.

IMPRIMATUR Iosepiius Geppetblli, Archtep. Mvr. Vicesgerens.

Tipografia Vaticana

PREFAZIONE

I] titolo « Analectà Romana » con ciò che segue posto in fronte alla presente opera non abbisogna di ulteriore esposizione, affin che s'intenda il contenuto e lo scopo della medesima: la (piale altro non vuol essere che un supplemento alla Storici di Roma e dei papi nel medio evo dello stesso autore ', e ciò trattando più diffusamente certe materie particolari appartenenti alla detta Storia ed illustrandole tanto per mezzo dei testi presi dalle loro fonti, (pianto, dove occorre, colia riproduzione dei monumenti di arte antica.

Già al principiare il lavoro della sua Storia do- vette nascere nell'autore il pensiero d'un cosiffatto ampliamento. Egli sentiva il bisogno d' informare più largamente il lettore sulle fonti, che vengono di con-

1 (l 'escludile Róms und do- l'apule im MìUelaliéf. Mit besonderér Berucksichtigung von Gultur und Kunst tìach den Quellen dargestellt von Hartmann Grisar S. L Professor an dér UniversitàÉ Innsbruck. Mit videa liistorischen Abbildùngen und Pianeti. Freiburg im Breisgau, Herder'sche Verlagshandlung, I, Band. 1891). Storia ài Roma e dei papi nel medio evo. Traduzione dal tedesco. Voi. I: Roma alla fine del mondo antico. Tre parti. Roma, Desclóe e Lefebvre 1899.

VI

Prefazione.

tirmo citate nella narrazione, e di elucidare certe questioni principali con tatto il corredo della storica investigazione, colle prove critiche delle sentenze ab- bracciate da Ini nella Storia e colle risposte alle as- serzioni ed argomentazioni contrarie. Dall'altro lato non pareva opportuno inserire nei volumi stessi della Storia tali dissertazioni ed i relativi testi, sia nuovi sia già conosciuti, per non togliere all' opera quel carattere di facile esposizione e narrazione inteso dall'autore, e per non allargarne oltre il debito le misure. Divisando dunque una pubblicazione separata egli compose man mano e stampò già in parte in diversi periodici quei lavori, donde si compongono ora gli Analecta romana. Per mezzo della riunione dei medesimi egli ottiene il vantaggio di poterli citare rimandando ad una pubblicazione sola (come ha già fatto nell'edizione tedesca e originale della Storia) invece di allegare or questi or quei periodici, che ri- mangono alla maggioranza dei lettori inaccessibili.

Le prime cinque dissertazioni degli Analecta, con cui si apre il primo volume, si occupano, conforme allo scopo, delle più importanti fonti della storia di Roma nel!,' antichità cristiana e nel primo medio evo, cioè della cronaca della chiesa di Roma, se si può chiamare così il libro dei papi, liber pontificalis , (Diss. I), delle lettere dei pontefici romani e delle col- lezioni dei loro documenti (Diss. II), delle iscrizioni della città di Roma tanto abbondanti di informa- zioni storiche, con la loro sorte e la loro tradizione (III), poi dei più antichi forni ularii liturgici e cere- moniali, che toccano la persona dei papi (IV), final- mente degli antichi elenchi dei santi principalmente del primitivo calendario romano (V).

Prefazione.

VII

Quel palladio di Roma cristiana, elio sono i se- polcri di san Pietro e di san Paolo, succede degna- mente nella trattazione con uno studio proprio (VI), e vi si annettono immediatamente due estesi lavori sul primato della chiesa romana, I nno sulle preroga- tive della sede di san Pietro al tempo di san Leone Magno, epoca con la quale incirca comincia la nar- razione della Storia (VII), l'altro sulle relazioni della sede pontifìcia coi regni dei Franchi, cioè con quei paesi, che nel seguente medio evo saranno il più po- tente sostegno della potestà dei papi, e ohe secondo le asserzioni di molti storici moderni non sarebbero stati sottomessi al governo spirituale dei romani pon- tefici (Vili). La condanna di Onorio papa dalla parte del sesto concilio, difficoltà primaria contro l'autorità del primato romano nell'antica chiesa, viene poi esa- minata in una propria dissertazione, nella quale si espone anzitutto il lato giuridico e storico della sen- tenza emanata dai padri di quel consesso, e il 'giu- dizio che ne hanno tatto i secoli susseguenti. Dopo tanto però che si era scritto negli ultimi tempi su quella celebre causa non s' intendeva di trattarne di nuovo tutte le circostanze, e molto meno di fare l'a- pologia o di Onorio o dei vesco\ i del concilio (IX).

Fra le altre dissertazioni del nostro volume le tre prime che succedono, illustrano tre dei più importanti monumenti di arte della Roma cristiana dei primi se- coli del trionfo, cioè la maravigiiosa porta della ba- silica di santa Sabina sull'Aventino dove - figura, fra le altre sculture, la più antica rappresentazione del crocifisso (X), poi la, celebre basilica vaticana di san Pietro, la quale ivi vien messa in nuova luce per mezzo d" un antico disegno del sècolo undecimo (XI),

Prefazione.

ed il musaico dell' oratorio lateranense di san Ve- nanzio con la rappresentazione degli abiti liturgici (XII). Due dissertazioni inoltre riguardano le materie di topografia sacra e storia locale di Roma, tanto proprie alla nostra opera, e sono in primo luogo le antiche chiese urbane rappresentanti o contenenti memorie di Terrasànta, cioè santa Croce in Gerusa- lemme, l'oratorio Lateranense della Croce, santa Pu- denziana e santa Maria maggiore col suo venerato presepio (XIII); in secondo luogo due chiese erette come imitazioni di santuari! di Costantinopoli, cioè santa Anastasia, l'Anastasis orientale trasferita a Roma, e la chiesa dei santi (xn) Apostoli, eretta come ri pris ti nazione della chiesa costantinopolitana del me- desimo titolo (XIV). Si chiude finalmente la serie delle dissertazioni con un lavoro di archeologia e di critica artistica sulla famosa statua di bronzo di san Pietro Apostolo nella basilica, vaticana, dove si mostra che questa opera d'arte appartiene al tempo antico cristiano e non al secolo decimoterzo, come è stato asserito da molti negli ultimi decennii (XV).

E chiaro che codeste dissertazioni offrivano mol- teplici occasioni a toccare altri soggetti coerenti col- l'intento dell'opera Storia di Roma ecc., di elucidare cioè principalmente la storia dell'incivilimento e dei costumi della capitale cristiana, sede dei papi; e l'autore confessa che non si lasciava fuggire tali propizie occasioni. Così forse più d* uno dei lettori sarà contento di trovare nel presente volume degli Analecta delle note più o meno larghe sulla storia della venerazione e della conservazione delle reliquie in Roma, sulla storia dei pellegrinaggi all'eterna città, su (piella, delle processioni stazionali, sul culto

Prefazione.

[X

religioso in generale, sulla decorazione artistica, ed epigrafica delle cinese, sugli studii delle scienze, sulle leggende dei santuarii romani e su molti altri punti.

Chi confronta le quindici (XV) dissertazioni cogli studii relativi già pubblicati dall'autore quasi sotto gli stessi titoli in diversi periodici, si accorgerà che tali studii vengono quivi per lo più presentati in una nuova forma, più ampia, compiuta e rimaneggiata '. Ciò si intenda massimamente di quelle dissertazioni che prima furono pubblicate in lingua italiana. Queste, nella forma più antica, sono in molte parti soltanto i lavori preliminari delle presenti dissertazioni. Le altre, apparse prima in lingua tedesca, si trovano qui tra- dotte nelF italiano e fornite delle necessarie muta- zioni. La traduzione delle dissertazioni I e II debbo al ,r. padre Giovanni Perciballi S. I., il quale anche1 ha tradotta dal manoscritto la dissertazione V, ap- parsa originariamente in lingua italiana.

1 La dissertazione VII apparisce ora per la prima volta. Nella Zeit- schrift far kàlkolische Theologie di Innsbruck erano state pubblicate per intero quattro dissertazioni intedesco, cioè la I nel 1887 tomo 11 pag. 417 sgg., la II nel 1888 t. 12 pag. 487 sgg ; la III nel 1889 t. 13 p. 90 sgg. (fuori del n. 9 e 10 colle note epigrafiche e le tavole paleografiche), poi la Vili nel 1890 t. 14 p. 447 sgg. Nello stesse periodico apparirono in parte due similmente tedesche, cioè la IV nel 1885 t. 9 p. 385 sgg. e la IX nel 1887 t. 11 p. 675 sgg.; per la IX si veda inoltre il mio articolo rela- tivo nella 2:1 edizione del Kirrìtenìcxihon 1. 0 col. 230 sgg. Due altre dis- sertazioni si pubblicarono in tedesco nella RòniiscKe QuartaUchrift di mons. de Waal, cioè la X nel 1801 t. 8 p. 1 sgg., la XI nel 1795 t. 9 p. 237 sgg. La VI, scritta già originariamente in italiano, ha tatto parte del perio- dico romano Studi e documenti di storia e diritto nel 1892 t. 13 p. 321 sgg. Le ultime quattro sono sorte da lavori pubblicati dall'autore in italiano nella Archeologia della Civiltà Cattolica ; per la XII si veda Civiltà Cattolica 1898, t. 1 dell'annata, p. 211 sgg.; p. 717 sgg.; per la XIII cf. 1805, t, 2 p. 710 sgg., t. 4 p. 407 sgg., 1807 t. 4 p. 473, sgg.; por la XIV cf. 1896 I. p. 727 sgg. e 1807 t. 2 p, 468 sgg ; per la XV filialmente 1898 t, 2 p, 15!) sgg. La V formava, parie della Cirilla dittai . nel 1803 t. 2 p. 202 sgg. e 653 sgg.

X

Prefazione.

Siccome la stampa del presente volume, comin- ciata e condotta notevolmente innanzi già da qualche anno, è stata interrotta per cagioni indipendenti dalla volontà dell' autore, non si sono potute nel corpo del volume mettere a servigio delle indagini tutte le re- centissime pubblicazioni^ ma queste sono state ado- perate, quanto pareva necessario, nell'appendice per alcuni supplementi.

Si scelse la lingua italiana per tutte le disserta- zioni di questo volume invcee della lingua tedesca nativa dell" autore, per rendere più tacile il loro uso a quei lettori, che non sono tanto versati nel tedesco ed ai quali per altro la, Storia di Roma e dei papi nel medio evo diventa nota nella, traduzione italiana già in parte comparsa, o nella traduzione francese che ora si sta preparando. Si è veduto per altro dai lavori dei dotti Romani, come Giov. Batt. de Rossi ed i suoi scolari, che le pubblicazioni su materie storiche ed archeologiche, scritte in lingua italiana, facilmente diventano un bene comune della letteratura scien- tifica di tutti i paesi. Principalmente gli studii serii italiani sulle antichità di Roma posseggono oggidì senz" altro cittadinanza nella repubblica dei letterati.

L' autore si contenta di un modesto cantuccio nella detta repubblica; giacché egli avrà ottenuto il suo intento, se le sue dissertazioni rischiarino con più luce alcuni campi, che i lettori della sua Stoica ivi trovano qua e scarsamente illustrati. Non tarderà di troppo un secondo volume degli Analecta, se questo primo viene accettato con benevolenza.

Roma, giugno ISO!).

IT. Grisar S. I.

INDICE ANALITICO

i.

11 « Liber pontificali* » fino al secolo nono.

1. Osservazioni generali, gag. 1.

2. Origine del Liber ponti f/cttlis, I.

3. Le continuazioni del Liber pontificalvs sino ad Adriano II, 10.

4. I cataloghi liberiano, l'elidano e cononiano, 14.

5. La prima e la seconda redazione del primitivo Libar Punti fìcalis. Mano-

scritti, 10.

0. Proprietà del Liber ponti ficalis, specialmente rispetto all'uso dei fonti, 19.

II.

Sulle collezioni stampate d'antiche lettere dei papi.

1. Il bollano romano, 27.

2. I Regesta pontificum rorftanorum di [affé (Kaltenbrunner, Ewald. Loweri-

feld), 34.

3. Collezioni di mons. Thiel e del cardinal Pitra. Constant. Mansi, Mignè, Denz-

inger ed altri, 48.

4. Atti e lettere dei papi di Pflugk-Harttung e di Lòwenfèld, 57.

5. Il corpus iuris canonici. Friedberg.

III.

Le iscrizioni cristiane di Roma negli inizii del medio evo.

(Con le tavole I-VI)

1. Introduzione.

Le iscrizioni di Roma comune patrimonio dei popoli dell'occidènte, Perdita del maggior numero. Le Tnscripliones chrislianac urbis Ramar del de Rossi, 77.

xii Analecta romana.

2. Iscrizioni di diverso genere nelle basiliche, 76.

a. Dedicazioni dell'edilìzio. 70. b. Iscrizioni in altari dei corpi santi; cata- loghi di reliquie. 82. e. Iscrizioni votive, 85. d. storiche, 87 e. le- gali. 8!». f. liturgiche. 00. r/. Iscrizioni nelle dipendenze delle basi- liche, 94

3. Iscrizioni sopra edificii profani, 95. 1. Iscrizioni sepolcrali, 101.

5. La fede della chiesa romana nelle iscrizioni, 105.

I sacramenti, 100. L' incarnazione e Maria Vergine, 108. San Pietro e il primato della chiesa romana, 111.

0. Pregio estetico delle iscrizioni cristiane. Loro sviluppo storico, 113.

I tempi prima di Costantino, 11 1. Età costantiniana e secolo quarto, 110. Secolo quinto e sesto. 118. Papa Onorio e il secolo settimo, 110. Elogi- dei papi specialmente nel settimo ed ottavo secolo, 124.

7. Le raccolte epigrafiche anteriori al secolo X.

1 primi raccoglitori, 129. Silloge einsidlense. 133. Corpus inserì ptionum laureshamense, 134. Raccolta vaticana, turonènse, centulense, virdu- nense, 135.

8. Le raccolte epigrafiche dal secolo XII a! XVI.

Pietro Mallio e Giovanni Diacono, 139. Cola di Rienzo e i suoi seguaci. 140. Ciriaco, Giocondo, Leto. 1 4L Pietro Sabino. 141.

9. Tavole paleografiche e testi per i secoli IV-VII.

Osservazione generale. N. 1. Ann. 366-384 (Parnaso p.) tav. I, 1, pag. 145; N. 2. Ann. 422-432 (Celestino p.) tav. I. 2, p. 146. N. 3. Ann. 432-440 (Sisto III p.) tav. II, 1, p. 147. N. 4. Ann. 440-401 (Leone I) tav. I, 3, p. 147. N. 5. Ann. 401-408 (Paro p.) tav. I, 4, p. 149. N. 0. id. id. tav. I. 5, p. 150. N. 7. Ann. 514-532 (Mercurio presbitero) tav. I, 0, p. 150. N. 8. Ann. 532 (Bonifazio I) tav. II, 0. p. 151. N. 9. Ann. 533-535 (Severo presbitero) tav. II, 3, p. 152. N. 10. Ann. 578 (Boezio) tav. I, 2, p. 153. N. 11. Ann. 580 (Wiliaric) tav. V, 5, p. 155. N. 12. Sec. VI fine sec. VII principio (Eusebio) tav. Ili, 4, p. 150. N. 13. Ann. 004 (Gregorio M.) tav. Ili, 2, p. 157. N; 14. Ann. (104 (Gre- gorio M.) tav. II, 5. p. 101. N. 15. Ann. 605 (Sabiniam. p.) tav. IV, 3, p. 102. N. 10. Sec. VII (Basilica dei santi Giovanni e Paolo) tav. IV, 8, p. 103.

10. Tavole paleografiche e testi por i secoli Vili— XH.

N. 17. Ann. 705-707 (Giovanni VII p.) tav. II, 7, p. 107. N. 18. Ann. 731-741

Indice analitico.

XIII

(Gregorio III) tav. Ili, 3, p. 169. N. 19: Ann. 741-742 (Gregorio III) tav. Ili, 4, p. 171. N. 20. Ann. 741-752 (Gregorio presbitero) tav. IV, 2, p. 172. N. 21. Ann. 755 (Reliquie nella basilica di s. Angelo) tav. 111,5, p. 173. N. 22. Ann. 757-701 (Reliquie nella basilica di s. Silvestro) tav. IV, 7, p. 170. N. 23. Ann. 772-705 (Gregorio notario) tav. Ili, 1, p. 178. N. 24. Ann. 783 (Reliquie nella basilica vaticana) tav. IV, 5, p. 179. N. 25. Ann. 817 (Reliquie nella basilica di s. Prassedc) tav. V, 2, p. 181. N. 20. Ann. 817-855 (Leone IV) tav. V, 1, p. 183. N. 27. Ann. 807 (Nicolao I) tav. IV, 0, p. 185. N. 28. Ann. 872 (Adriano li) tav. IV, 4, p. 187. N. 20. Ann. 999 (Gregorio V) tav. IV, lrt, 0, p. 188. N. 39. Ann. 1990 (Reliquie nella basilica di s. Ce- sario) tav. Vr 3, p. 190. N. 31. Sec. XII e XIII (Bonifazio IV) tav. V, 4. p. 193.

IV.

L'Ordine primo romano, formulario della processione e messa pontificia.

1. Gli Ordini romani e il primo Ordine in generale. Varie opinioni sul primo

Ordine, 195.

2. Composizioni1 dell'Orerò I romaniis. Il nucleo più antico, p. 201.

3. Indizii e congetture intorno all'età della liturgia stazionale del primo Ordine, 207.

4. L' Orcio primus romanus del codice sessorìano n. 52, 214.

Il testo del medesimo, 217.

5. Appendice del detto codice. Laudi in onore del papa Nicolao I e dell'impe-

ratore Lodovico II, 229.

V.

Le origini del Martirologio romano.

1. Introduzione, 231.

2. Usuardo e il suo Martirologio, 234.

3. Adone di Vienna ed altri scrittori di martirologii, 238.

4. Il Martt/rologìum romanum parvi/m, 2 lo.

5. Il Marlyrologium hieronymianum, 243.

0. Il primitivo calendario romano, uno dei fonti del Martirologio geronimiano, 2 17.

7. Il primitivo calendario orientale, parimente l'onte del Martirologio geroni- miano, 251.

xiv Analecta romana.

8. Altri fonti del Martirologio geroniioiano, "253.

9. Epoca e tradizione del Martirologio geronimiano, 254.

10. I lavori recenti per la ricostruzione de] Martirologio geronimiano, 256.

VI.

Le tornite apostoliche al Vaticano ed alla via ostiense.

(Con le lavol.- VII- VII!)

1. Oggetto del presente studio. Descrizione della lastra sepolcrale di san Paolo.

Il suo titolo, 251».

2. L'età costant iniana dell' iscrizione di san Paolo concorda coll'origine della ba-

silica ostiense, 201.

3. I tre pozzetti al sepolcro ostiense e l'uso del principale fra essi. Somiglianza

colla confessione vaticana, 207.

4. L'uso degli altri due pozzetti. Le reliquie santificate alle tombe aposto-

liche, 271.

5. La tomba di san Pietro e l'antica lastra della medesima. Lo stato pre-

sente, 274. G. Umbilicus, calamela, fenestella, 283.

7. Monumenti sepolcrali, dal cui confronto si illustrano le tornite apostoliche. 280.

8. Relazione delle due lastre sepolcrali colle basiliche ostiense e vaticana, 290.

9. 11 rapporto del Lìber ponlificalis sulle due confessioni apostoliche, 394.

10. Illustrazione del passo del Liber pontifìcalis per mezzo di altre relazioni. Risultato, 297.

VII.

Il primato romano nel secolo V secondo i detti di san Leone Magno e dei suoi contemporanei.

1. L'unità della chiesa e la dignità di san Pietro, 307.

2. L'ufficio di san Pietro permanente nei suoi successori, i romani pontefici, 311.

3. Il primato nel secolo quinto, appoggiato sull'autorità ecclesiastica, 318.

4. Il papato riconósciuto dalla chiesa universale, 320.

5. L'ecumenico concilio di Calcedonia riconosce san Leone come capo della

chiesa, 320. ^

Indice analitico.

xv

Vili.

Roma e la chiesa dei Franchi, principalmente nel secolo sesto.

L. 1 papi prima del secolo sosto.

Antica relaziono della Gallia con la santa sede, 333". Papa Zósimó e il vi- cariato di Arles, 335. Leone I, 330. Raro papa, 338. Anasta- sio II, 311.

2. San Cesario di Arles. Sant'Avito di Vienna.

Papa Simmaco, 343. Cesario qual vicario pontificio, 344. Il suo viaggio a Roma, 3 15. Lotta coi pelagiali, 346. Sant'Avito e i Borgognoni, 3 18.

Il primato romano presso i Franchi nel secolo VI.

La chiesa sotto i Franchi, 351. L'ingerenza dei re merovingi nelle cose ecclesiastiche, 352. La sede romana e i concilii trancili, 354. I ve- scovi e i papi, 355. Pellegrinaggi a Roma. I principi e la sede apo- stolica, 358.

4. I vicarii della sede apostolica in Arles al tempo dei Franchi.

Serie dei vicarii, 300. Le loro facoltà, 361. Commercio del papa Vigilio coi vicarii Ausanio e Aureliano, :>'i.'5; di Pelagio I con Sapaudo, 363; di Pelagio II con Aunacario, 367; di Gregorio M. con Virgilio, 307. Gregorio M. esercita il primato nelle Gallio, 309.

5. Riconoscimento del vicariato apostolico di Arles dalla chiesa dei Franchi.

Il vicariato non verifica l'idea della sua istituzione, 373. Opinioni diffe- renti, 373. Il primato arclatense nei concilii franchi, 37 I.

<i. I pallii conferiti a' vescovi trancili.

Errori di certi scrittori, 377. In che senso la concessione del pallio dipen- deva dall'imperatore, :i78. Papa Vigilio, 370. S. Gregorio, 381. 11 pallio di Siagrio d'Autun, 382, Risultato, .'583.

IX.

Papa Onorio I e il concilio ecumenico del GS0-(»s|

1. Lettera di Sergio patriarca di Costantinopoli a papa Onorio, del 0IM, 385.

2. Prima lettera di Onorio a Sergio, 389.

XVI

Analecla romana.

3. Legazione ili san Sofronio al papa. Seconda lettera di Onorio a Sergio, 391.

4. Commenti e dichiarazioni dopo la morte di Onorio, 'A'.Y.Ì.

5. Conclusione dai l'atti finora esposti, 396.

6. L'anatema contro Onorio nel concilio ecumenico del 680-681, 4<L'.

7. Papa Leone II e l'anatema contro Onorio, 106.

8. Risultato e supplemento storico e teologico dei l'atti riguardanti la condanna

di Onorio, 400.

9. Il giudizio sul caso di Onorio nella storia. Dal secolo IX al XV, 411. 10. Continuazione. Dal secolo XV al X V ili, 4111.

X.

La più antica immagine della crocifissione scolpita sulla porta di santa Sabina in Roma.

(Con Li tavola IX)

1. Stato presente degli studi sulla famosa porta di santa Sabina, 127.

2. Il crocifisso ed i ladroni in una delle tavole, 130,

3. La scena della crocifissione in santa Sabina è un tipo all'atto unico. Le altre

più antiche scene della crocifissione, 435.

4. Le croci su varie tavole della porta di santa Sabina, 440.

5. La scena della glorificazione di Cristo e della croce (chiesa); v. agg., 44 1.

6. Sul carattere artistico e sull'origine delle sculture della porta. La concordia

celeris et novi testamenti. 450.

XI.

Il prospetto dell'antica basilica vaticana.

(Con le tavole X e XI-X1I)

1. Introduzione. Pubblicazioni fin qui fatte, 463.

2. 11 codice di Farfa nel collegio di Eton. Fedeltà del suo disegno della basi-

lica vaticana.

Un nuovo disegno della basilica di san Pietro, del secolo undecimo, 465. Il codice di Farfa e la sua età, 466. Sicurezza generale di questo di- segno, 1<>8. Le sue imperfezioni, 469.

A. I particolari del disegno nel codice di Farla. 11 più antico musaico della fronte. '

Il tetto del portico, 471. I due pavoni sul pinacolo, 473. ' Il fregio sul

Indice analitico.

XVII

vertice al posto della croce, 477. Il musaico della fronte, 478. No- tizie anteriori di questo musaico di Leone I, 470. Lavori sotto Sergio I e Gregorio IX per il musaico, 481.

4. Il disegno di Domenico Tasselli neW album di Grimaldi; qua! fede meriti. Le sue

riproduzioni.

La seconda più antica veduta della facciata di san Pietro, disegnata dal Tasselli nei primi anni del secolo decimoscttimo, 483. Parte che vi ebbe il Grimaldi. Fede da darsi al disegno di Tasselli, 48 1. h' album dell'archivio capitolare di san Pietro serve di base ai disegni seguenti, 485. Il dipinto nelle grotte vaticane, 480. Dosio, Raffaello da Urbino, 487. Difetti del disegno di Tasselli, 487. I testi ivi scritti dalla mano del Grimaldi, 488.

5. Il musaico della fronte dell'antica basilica di san Pietro.

Trasformazione della facciata sotto Gregorio IX, 4'.)0. Il musaico fin da questo tempo, 401. Confronto col musaico contemporaneo absidale della basilica di san Paolo, 4!>2. Le ligure dei santi sul musaico vaticano, 494, La parte inferiore dello stesso musaico, 400. Sguardo retrospettivo sul musaico del codice farfense, 407.

6. Di altri particolari del disegno di Tasselli.

Gli ingressi della basilica, 408. Le finestre, 400. Eugenio IV, Nicola V, 500. Le volute sul comignolo, il timpano, l'atrio, 501. La pina aenca. 502. Statua di san Pietro. Di nuovo il dipinto nelle grotte vaticane, 500. Lastricato del vestibolo. Sarcofagi di Ciazio e dell' imperatore Ot- tone II, 504. Gli edificii che rinchiudevano l'atrio, 505.

Conclusione e ricapitolazione, 506.

XII.

Il musaico dell'oratorio lateranense di san Venanzio e gli antichi abiti liturgici e profani ivi rappresentati.

1. Origine del musaico. Scene che lo compongono, 507.

2. Le scoperte archeologiche a Salona- I vescovi Dominone (e compagni),

Venanzio, Mauro, 512.

3. Le scoperte salonitanc, continuazione. I martiri Anastasio, Settimo e Asterie

del descritto musaico, 518.

4. Gli abiti sul musaico dell'oratorio di san Venanzio. Osservazioni gene-

rali, 521.

xvin Analecla romana.

5. Tunica, pallio, clamide, 521.

6. Pianeta [paenula, casula,), 521).

7. Alcuni testi relativi agli abiti profani e liturgici, 533.

8. La dalmatica, 538.

Q. 11 vestito liturgico dei vescovi e dei papi sul musaico. Il pallio sacro, 542. 10. Parti del vestito liturgico, die mancano sul musaico: La stola. La mitra (tiara). 11 bacolo {ferula). I compagi. La tunicella. Il mani- polo, 511.

XIII.

Delle due antiche basiliche di Roma rappresentanti Gerusalemme e Betlemme 3Ieinorie dell'oriente cristiano in Roma.

1. La basilica Romana di santa Croce in Gerusalemme e l'oratorio lateranense

della santa Croce, 556.

Origine della basilica Hierusalein in Roma. La chiesa della Croce sul Gol- gota a Gerusalemme e la sua analogia architettonica colla chiesa di Roma, 557.

L'oratorio di santa Croce dal papa Ilaro eretto presso il Battistero latera- nense. Riti in venerazione della Croce. Altri riti dell'oratorio della santa Croce, 558.

Paralleli liturgici del venerdì santo di Gerusalemme cogli usi di Roma, 501. Le chiese costantiniane dei luoghi santi secondo la Peregrinano Silviaè, e i loro ufficii. Analogie con Roma, 502.

2. Il musaico di santa Pudenziana con la scena del Calvario e con gli ediflzii della

Terrasanta. Altre memorie palestinerisi, 564.

La scena architettonica della Croce sul detto musaico. Diverse spiega- zioni. Vi sono riprodotti veri ediflzii dei luoghi santi di Palestina. Le scene separate di Gerusalemme e di Betlemme negli angoli di altri musaici di Roma, 565-567.

Paralleli colla scena topografica a santa Pudenziana. Monumenti palesti- nènsi in antiche opere dell'arte cristiana secondo l'Ainalov. La carta musiva di Palestina colla pianta di Gerusalemme del secolo vi scoperta in Màdaba. Confronto di dotta pianta col musaico di santa Puden- ziana. La forma dell' Anastasis, 567.

Appendice. Altre memorie della Terrasanta in Roma. L'altare di Abramo e l'altare della presentazione, 575.

3. La basilica di santa Maria maggiore, la Betlemme di Roma, 577.

Indice analitico.

XIX

Il praesepium a santa Maria maggiore era fin dal principio una imitazione della spelonca della natività di Cristo presso Betlemme, 577. I testi anti- chi intorno alla venerata grotta di Betlemme, 578.

I testimoni sull'oratorio-presepio di santa Maria maggiore nel secolo vm e seguenti, 579. Testimonii più antichi, 581. Origine del nome della basilica ad praesepe, 583. Probabilità dell'erezione del presepio sotto Sisto III (432-440), 586. Vicende posteriori della cappella, 588. Papa Liberio e la leggenda della neve, 585 in nota.

Osservazioni sul srtcrum cunabulum o la venerata culla del Salvatore, 589.

Le stazioni del sacro Natale a santa Maria maggiore, 59:!.

XIV.

La chiesa di sant'Anastasia, l'Anastasia di Roma.

1. Anastasis di Gerusalemme, di Costantinopoli e di Ravenna, 595.

2- Origine della chiesa di sant'Anastasia in Roma. L'Anastasis romana e la mar- tire Anastasia, 597.

3. Singolare posizione locale di sant'Anastasia. Architettura dell' edilìzio. L'antico

culto di Ercole nella vicinanza, 601.

4. Sant'Anastasia, chiesa della corte palatina, ed i privilegi delle sue stazioni.

La seconda messa del Natale, 608.

5. La basilica romana dei santi (xn) Apostoli e l'Apostoleion di Costantinopoli.

Origine e forma dell'ultima basilica, 611. 0. Il primitivo altare della chiesa romana dei santi (xn) apostoli, 619. 7. La scoperta delle reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo nella chiesa dei santi

Apostoli (1873), 624.

XV.

Della statua di bronzo di san Pietro apostolo nella basilica vaticana.

Li Stato della questione. Varie opinioni, specialmente di quelli che alla statua assegnano l'origine nel medio evo. Osservazioni tecniche sull'opera, 627.

2. Esame artistico ed archeologico, 634.

3. L'origine della statua. Essa spetta all'antichità cristiana e non al medio

evo, 642.

4. Altre difficoltà contro l'origine medioevale della statua, 618.

5. Osservazioni e congetture per determinare più accuratamente l'età della sta-

tua, 653.

XVI.

Aggiunte. Indice alfabetico.

XX

ELENCO DELLE TAVOLE ED INCISIONI

Tavola I. Iscrizioni cristiane di Roma 1. (In fine). » IL » » » 2. »

» III. » » » 3. »

» IV. » » » 4. »

» V. » » » 5. »

» VI. L'ascensione di Cristo. Affresco del secolo ix nel sotterraneo di

san Clemente in Roma. (In fine). » VII. La lastra sepolcrale di san Paolo apostolo. (In fine). » VIII. Sepolcro di san Pietro apostolo, sezione. (In fine). » IX. La crocifissione e la Chiesa sulla porta di santa Sabina in Roma.

(In fine).

» X. Il prospetto dell'antica basilica vaticana nel codice f'arf'ense del

collegio di Eton sec. xi. (In fine). » XI-XII. Il prospetto dell'antica basilica vaticana disegnato da Tasselli nell' album di Grimaldi nei primi anni del sec. xvn. (In fine). Tavola cromotipica. Sette figure del musaico dell'oratorio di san Venanzio nel

battisterio lateranense (circa l'anno 642). Al frontespizio. Incisione 1. Pozzetti sotto la lastra sepolcrale di san Paolo. Sezione verticale. Pag. 267.

» 2. Pavimento presente dell'arca di san Pietro in Vaticano, 275. » 3. Sezione verticale della confessione nella moderna basilica di san Pie- tro, 292.

» 4. Sezione verticale della confessione nell'antica basilica di san Paolo, 203.

» 5. Simone Cireneo sulla porta di santa Sabina, 410.

» 6. La croce della chiesa ; ivi, 441.

» 7. Tosta di Cristo col monogramma, ivi, 443.

» 8. Prospetto dell'antica basilica vaticana. Ricostruzione, 400.

» 0. Musaico dell'oratorio di san Venanzio a Roma, 510.

» 10. Pianta antichissima di Gerusalemme, 571.

» 11. Pianta di sant'Anastasia di Roma e dei contorni, 602.

» 12. Chiesa di sant'Anastasia nel 1500. Disegno antico, 605.

Elenco delle tavole ed incisioni

XXI

Incisione 13. Sezione dell'altare primitivo della basilica dei santi (xn) apostoli, Roma, 620.

» 14. Lastra sopra l'altare primitivo dei santi (xn) apostoli, Roma, 621. » 15. Altare primitivo della chiesa dei santi Cosimo e Damiano, Roma, 02ì5. » 16. Statua di bronzo di san Pietro apostolo nella basilica vaticana, 028. » 17. Statua di un filosofo anonimo nel museo nazionale di Madrid, 637. » 18. Statua di san Pietro nel sotterraneo della basilica vaticana, 039. » 19. Statua di Carlo d'Anjou nel palazzo dei Conservatori a Roma, 644.

SOPRA ALCUNI FONTI PRINCIPALI PER LA STORIA DEL PAPATO E DELLA CITTÀ DI ROMA NE' PRIMI TEMPI DEL MEDIO EVO

I.

IL LIBER PONTIFICALA SINO AL SECOLO IX.

1. Osservazioni generali.

Se il Liber ponti ficalis fu sino a poco tempo fa tanto legger- mente attribuito ad Anastasio Bibliotecario, ciò si deve ad ( )no- frio Panvinio. Questi senza sufficienti motivi affibbiò al nome del detto abate romano del secolo ix una tale opera, che ha grande importanza per la storia dei papi. In vero il Baronio rettificò in qualche modo la falsa opinione; ma la prima edizione del Libro pontificale fatta a Magonza nell'anno 1602 recava per titolo Liber ponti ficalis Anastasii Bibliothecarii, ed i bei lavori sul libro, che ha sempre mai richiamato a l' investigazione degli eruditi (nominiamo solo fra i più antichi l' Holsten, lo Schel- strate, il Possevino ed il Ciampini), benché dimostranti all'evi- denza la successiva origine del Liber ponti ficalis, non poterono impedire che il bibliotecario Anastasio n'ottenesse, per così dire, il diritto di possesso. L'autore o meglio gli autori, eccetto alcuni pochi tratti, sono ignoti.

Il Liber ponti ficalis notizie su i papi e lo fa per i primi quattro secoli in una forma e maniera sempre eguale, abbozzata e schematica. Nel più nudo e semplice stile lapidario la cro- naca parla di tutti i successori di Pietro, distribuiti secondo la successione de' tempi, della loro nascita, della durata del governo, della coincidenza coi sovrani o consoli, dei decreti disciplinari, delle fabbricerie, delle donazioni alle chiese, a volte anche di grandi

i .i.i ai;, .inaicela romana, voi. I.

1

2

I. Il ÌAbor pontificalis n. 1. Osservazioni generali.

avvenimenti, massime ecclesiasticopolitici del tempo, ma sempre in fine della biografia o notizia, del numero delle ordinazioni fatte, del luogo e del tempo della sepoltura e della durata della vacanza della sede. La forma ed il costrutto, di cui diamo un saggio, ne sono affatto, come suol dirsi, stereotipati: N. natione . . ex patre . . sedit annos . . menses . . dies . . Fuit autem temporibus . ; Hic fecit ecclesiam . . Hic obtulit in ecclesia . . Hic constituit . . Hic fecit or- dinationes . . per mensem Decembrium, presbiteros . . diaconos . . episcopos per diversa loca . . Qui etiam sepultus est . . et cessavi! episcopatus dies . . Dopo il quarto secolo le notizie biografiche crebbero alquanto più secondo le circostanze. Quelle dell'ottavo e del nono secolo sono si estese, che ben possono dirsi piccole 'sposizioni di vite. Con Adriano II (867-872) fu interrotta la serie delle biografie ; la continuazione dell'opera s'ebbe una lunga sosta fino al principio del secolo xn.

Sin dai primordii del medio evo l'opera da Roma, ove era nata e poi fu continuata, si estese e propagò per molte parti. Il venera- bile Beda (f 735) si servì spesso del Liber pontificalis, come mo- strano le sue citazioni : egli avea già nell' alto settentrione una copia della Vita Gregorii II, cominciata quando questo papa viveva ancora. Dopo il Beda, lo storico dei Longobardi, Paolo Diacono , fe' parimente grand' uso dei Gesta ponti ficum , come l'opera è anche detta; e già molto tempo prima del Beda il libro si vede, benché in compendio, cioè nel così detto catalogo feli- ciano, fra le mani di Gregorio vescovo di Tours (f 594) nel paese de' Franchi. Si può agevolmente mostrare che differenti vescovadi cominciarono per tempo, ad imitazione di questo la- voro sul vescovo di Roma, a notare a mo' di cronaca le Gesta dei loro vescovi. In mille dati sulla storia dei papi ritorna nei fonti del medio evo parola per parola il testo del Liber pon- tificalis. Si era certi di trovare nelle biblioteche delle chiese e dei chiostri a lato degli scritti dei santi padri e dei volumi di di- ritto canonico il codice delle vite dei papi come il più necessario ed indispensabile manoscritto, seppure non era già in una colle- zione di diritto canonico a maniera di aggiunta. Le lezioni del breviario romano sopra i santi papi antichi conservano, eccetto alcune correzioni, sino a' nostri il contenuto tradizionale del Libro pontificale sancito, per modo di dire, nel medio evo.

Propagazione. Caratteristica .

3

A determinare una general proprietà o caratteristica, che voglia dirsi, del Libro pontificale, si oppongono insuperabili diffi- coltà. Queste sono riposte nella grande differenza, onde le biografie si dispaiano in ciò che s'attiene al loro critico valore. Sin dal secolo quinto esse si appalesano in molti modi per lavoro dei contemporanei e tale da riscuotere intera fiducia; laddove dal principio fino al quinto secolo s'incontrano siffatti svarioni contro la verità istorica, da dover senz' altro rinunziare al supporre au- tori delle notizie, delle quali parliamo, i contemporanei. Così Teo- filo di Alessandria (+ 412) vi si legge contemporaneo di Vittore papa ( f 108); l'invenzione della vera croce viene trasferita al pontificato di Eusebio (309 o 310): i vescovi della Pannonia, Ursacio e Valente, vi diventano di punto in bianco preti romani e così del resto.

Inoltre nei punti, che risguardano i tempi antichi, spicca una costante propensione a trasportare in piena antichità stati e con- dizioni di cose che solo più tardi si formarono, propensione che facilmente signoreggia scrittori sprovvisti di cognizioni storiche e solo pieni di venerazione per le istituzioni del loro tempo. Così nel Liber ponti ftcalis i vescovi d' Italia persino a tempo dell' im- peratore Adriano si adunano a regolari sinodi, non altramente che ai dei papi Leone I e Simmaco ; sette notai ecclesiastici esercitano il loro uffizio in Roma sotto il terzo successore di san Pietro, come nel secolo iv, ed a ciascuno è assegnata una delle sette regioni ecclesiastiche della città, che non esistevano an- cora; il digiuno è esteso dallo stesso papa Telesforo tanto, quanto era in uso nel secolo vi, e di simil sorta molte altre cose.

Dunque un vero giudizio, che abbracci in una caratteristica tutte le biografie dei papi, è impossibile a farsi. Obbietto della critica sono il componimento o la riunione e la diversa origine del tutto, come anche le particolari notizie, recate su ciascun papa.

Un sufficiente e critico giudizio sul valore del nostro libro non poteva aversi, se prima non si stabiliva con esattezza il suo proprio testo. Ma nella quistione del testo, ecco di nuovo più grandi difficoltà. Non solamente il testo dei manoscritti appariva sotto forme fra loro molto differenti, ma bensì tre scritti, i ca- taloghi liberiano, feliciano e cononiano, che han somiglianza ed un certo riscontro col Libro pontificale, richiedevano una defi-

1

I. // Liber pontificalis n. 2. Origine.

/

ti iti va disamina sul loro rapporto coli' opera, di cui essi furori considerati, in parte a torto, lavori preparatomi.

La migliore edizione era finora quella di Francesco Bianchini, che fu fatta in Roma nell'anno 1718 ss., in quattro volumi in foglio, e che arriva sino ad Adriano II e rispettivamente sino a Stefano V (f 891). Il Muratori ha preso quest'edizione per fondamento alla sua negli Scriplores Italiae tomo III, e il Migne l'ha ristampata con tutto l'apparato nei tomi 127-129 della sua Patrologia latina. L'edizione del Vignoli, che uscì più tardi (Roma 1724 ss., 3 voi. 4"), e che, benché non finita, fu stimata ordinariamente come di più valore che quella del Bianchini, ora apparisce come deteriorata.

Da alcun tempo noi possediamo finalmente una grande e so- lida pubblicazione del Liber pontificali* elaborata in Parigi dal- l'abate Luigi Duchesne: Le Liber Pontificalis. Teocte, Introdu- ci ion et Commentaire. 2 Tomes. Paris 1886 ss., Thorin (Biblio- thèque des ècoles franraises d'Athènes et de Rome. 2 sèrie). Con questi volumi è stato a rigor di termini regalata alla scienza un'opera monumentale. Il Liiber pontificalis vi riposa sopra fon- damento critico e durevole.

2. Origine del « Liber pontificalis. »

Il più importante successo o risultamento rispetto all'istoria dell'origine del LUer pontificalis, intorno a cui già prima del Duchesne s' era lavorato ed apprestato molto, ma eh' egli in ma- niera definitiva, come crediamo, ha potuto ormai stabilire, si rac- chiude in questa proposizione : Tutta la serie delle biografie da san Pietro fino a Felice IV (j- 530) fu composta al più tardi sotto il successore di quest' ultimo, Bonifacio II (f 532), e la prima compilazione del Liber pontificalis appena può trasferirsi al di del tempo di papa Ormisda (f 523) ; il suo autore fu contempo- raneo dei papi Anastasio II e Simmaco. Più sotto esporremo su questa proposizione una più determinata specificazione.

Dunque tutta la prima parte del Liber pontificalis sino ai primi decennii del secolo vi vuol essere tenuta per qualche cosa d'assoluto e d'indipendente, per la serie originaria delle vite dei

Prima compilazione nel secolo VI.

>

papi, e deve esser giudicata secondo un solo punto di vista. Le biografie, che vengon dopo queste, sono solo aggiunte in gruppi più o meno grandi, e derivano, parte da scrittori, che vissero coevi ai papi, dei quali parlano, parte da tali persone, che vis- sero dopo i medesimi.

L'argomento per provare il limite, fin dove arriva la prima parte, ci viene tutt' insieme e dalle citazioni del Liber pontificali* presso altri scrittori e dal contenuto e tenore delle sue parti e finalmente dai manoscritti.

Poiché il Beda cita l'opera, bisogna che la sua compilazione rimonti ai tempi anteriori al secolo vili ; poiché il manoscritto del secolo vii, scoperto in Napoli dal Waitz, chiude il catalogo dei papi con Conone (f 087), bisogna rifarsi ad un'epoca ante- cedente a tale tempo ; poiché Gregorio di Tours conobbe il libro nel già noto compendio, questo v'era sin dal tempo, in cui fu fatta la raccolta dei canoni di san Mauro (circa 590), e poiché la recensione del martirologio geronimitano, ch'ebbe principio in Auxerre nella seconda metà del secolo vi, mostra avervi influito il Liber póntificalis, siamo ricondotti quasi al principio del periodo bizantino in Italia (dal 552). Con ciò siam ben lungi dall'ammettere in quest' epoca la compilazione del Liber póntifi- calis. Un autore di questo tempo, massime uno scrittore di poco critica libertà e indipendenza, come lo dimostrano le antiche vite de' papi del nostro libro, non avrebbe potuto contenersi dal- l' intessere al suo lavoro lo stato e condizione ecclesiastica ed ecclesiasticopolitica mutatasi abbastanza da quel eh' era prima, al tempo bizantino. Eppure non ve n' è vestigio : anzi vi s' in- contran parecchie cose, che senza dubbio non sarebbero state scritte da autore, che avesse lavorato in questo periodo; così, per modo d'esempio, nell'annoveramento dei concilii ecumenici non si fa nella vita del papa llaro menzione veruna del co- stantinopolitano dell'anno 3S1, laddove il medesimo concilio si soleva sotto l'influsso bizantino sin da Vigilio (-J- 555) connume- rare anche in Occidente fra i concilii ecumenici. Con ciò arri- viamo all'epoca gotica in Italia; essa comincia coll'espugnazione di Ravenna per mezzo di Teodorico (a. 493).

Se si prende questo tempo come termine fìsso, cominciando dal primo secolo, si vede che da san Pietro sino allo scorcio

6

I. Il Liber pontificali» n. 2. Origine.

del secolo v, corre un' egual forma e naturale disposizione delle vite dei papi. Di più si -scorge che fino allo stesso pontificato di san Leone Magno (f 461) vengon fuori e ci si parano innanzi i più sorprendenti errori storici. Questi svarioni sono tanto gros- solani che neppure si può pensare, lo scrittore vivesse proprio al tempo delle cose e persone di cui imprende a narrare: è gioco- forza conchiudere, ne fosse lontano. Inoltre nello stendere sif- fatte biografie si pare un ampio e continuo uso di fonti apocrifi, di narrazioni leggendarie, la cui origine è da porsi nel pontifi- cato di Simmaco ed in particolare nell'anno 501. Dopo san Leone Magno tali errori vanno sempre più scemando. A dire il vero, le controversie dei Monofìsiti dopo l'enotico (482) vi sono an- cora narrate con rilevanti inesattezze e gli spropositi di crono- logia vi fanno la loro comparsa anche nelle notizie di Gelasio (f 496); p. e. l'arrivo del patriarca Alessandrino, Giovanni Ta- laia in Roma è collocato sotto Gelasio, mentre ciò fu sotto il pre- decessore di questo, Felice III, 483; ma sotto Anastasio II (496- 498) principia per l'avvenire una serie di fatti accertati e positivi. Eccetto alcuni pochi sbagli, si deve alla soggettiva condizione ed allo stato dell'autore o degli autori, se talvolta parecchie cose sono messe sotto falsa luce.

Appunto questa maniera soggettiva di narrare, unita ad una grande evidenza e copia di ragguagli, alle biografie, delle quali è quistione, un proprio stampo. Vi si scerne chiara la con- temporaneità dello scrittore. In tal guisa la vita del papa Simmaco dimostra nell' autore grand' agitazione per cagione dell' antipapa d'allora, Lorenzo, e tanto calore nel favorire il legittimo papa, quanto ne palesa il brano veronese d'un Liber pontifìcalis nel prendere le difese di Lorenzo; e simili vestigia di avvenimenti contemporanei si possono osservare sino al pontificato di Felice IV cioè sotto Ormisda e Giovanni